Due mesi fa mi sono iscritto ad un corso di lingua straniera di livello avanzato. Stare dall’altra parte è stato utile per capire alcune cose come insegnante. Ecco quali:
1. Se abbiamo finito un’attività e siamo passati ad un’altra, ma uno studente è ancora concentrato su quella precedente, non è perché ha deciso di ignorarci, ma perché sta portando fino in fondo quello che gli abbiamo proposto. Il suo ritmo però può essere più lento di quello che l’insegnante vuole dare alla classe, i cui tempi sono come quelli televisivi, e tre minuti possono essere un’eternità.
2. Quando gli studenti entrano nell’aula, è probabile che cerchino istintivamente una sedia con nessuno accanto, anche se noi li vorremmo tutti vicini già dall’inizio. Per risparmiare elaborate manovre di avvicinamento, dovranno esserci tante sedie quanti sono gli studenti.
3. La posizione degli studenti a semicerchio non è importante, è vitale, e deve essere fatta bene. Se uno studente non è in grado di vedere un compagno, perché magari la sua sedia è spostata 50 cm indietro, questo per lui non esisterà.
4. Se proponiamo un’attività dove devono parlare di sé, facciamolo prima noi, possibilmente senza scadere nel monologo. Questo rilassa gli studenti e li incoraggia a fare lo stesso. È una regola banale per chi la applica in modo naturale, ma gli insegnanti tendenzialmente riservati (come il sottoscritto), fanno spesso finta di dimenticarsela.
5. Per presentare le regole complicate, uno straccio di metodo induttivo è importante.
6. Se lo studente non trova le fotocopie di una lezione precedente, significa che non ha nessun sistema di archiviazione, ma anche che probabilmente non le ha prese in mano tra una lezione e l’altra.
7. Non è bello, ma è possibile che a metà o fine corso uno studente non sappia i nomi di tutti i compagni di classe, anche se ci parla sempre, e anche se durante una lezione l’insegnante chiama per nome tutti almeno tre volte.
8. Confermo quanto scrive Leonardo Gandi in questo interessante articolo dove riporta la sensazione che hanno gli studenti avanzati che parlare in classe sia “poco più che un passatempo, per non dire una magari piacevole perdita di tempo.”
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