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is all I want from youIn un commento Paola ci chiede un parere su un test che ha dovuto preparare per francofoni, basato sui criteri del Framework. Quello della valutazione è un argomento interessante, quindi per fare ordine e spazio creo un altro post. Ho copiato qui sotto l’intervento originale e l’ottimo commento di ladylink.

Una cosa che volevo chiedere a Paola, quando passa di qua, è se il test è stato pensato fini di marketing, cioè per attirare un potenziale studente dandogli un’idea del suo livello, o se vale come prova di livello vera e propria.

Ulteriori commenti sono benvenuti.

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Ne parlava un post de Ildue di un po’ di tempo fa, e vi accenna Porfido in un commento: in futuro il Quadro Comune Europeo di Riferimento potrebbe dotarsi di un sillabo ufficiale e diventare prescrittivo. Anche se questo sviluppo sarebbe un proseguimento naturale di quanto fatto finora, mi lascia un po’ perplesso.

In primo luogo, perché il passaggio sarebbe gestito dal mondo accademico, che si autoproclamerebbe custode e interprete dei sacri testi, con gli insegnanti lasciati a guardare. Forse pecco di idealismo, ma anche se il Quadro Comune Europeo è opera di studiosi (il testo completo è di non facile lettura, infatti di solito pochi vanno oltre i descrittori), dovrebbe essere affidato agli insegnanti e agli studenti, con un percorso dall’alto verso il basso.

Diffidenze e pregiudizi (miei) a parte, se un sillabo vuole essere normativo deve scendere nei particolari in maniera oggettiva e non arbitraria. Ma fino a che punto è possibile farlo? Si può stabilire un’esatta e dettagliata successione di quasi tutto senza che qualcuno possa venire fuori con un’idea alternativa altrettanto valida? Per l’A1 e il C2 non ci sarebbe problema (i primi non sanno fare quasi niente, i secondi sanno fare tutto), ma per gli intermedi la vedo dura. La glottodidattica sarà anche una scienza, ma con il concetto di oggettività è meglio non fare troppo gli sboroni.

Infine, rendere il FW prescrittivo avrebbe il vantaggio di spazzar via le tante interpretazioni affrettate e superficiali dei descrittori, ma se nessuno può fare a meno del Framework, e se esiste un programma unico, non si rischia una totale uniformità dei contenuti?

Forse l’anarchia non è poi così male.

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(prendo spunto dal commento di ingliscprof e il commento di Paola)

Alla base del FW c’è l’idea brillante di stabilire i livelli di conoscenza di una lingua, ma questo implica talmente tante cose, e tutte insieme, che è normale essere (per esempio) un B2 nella comprensione scritta, e allo stesso tempo un A2 nella produzione orale. Questi squilibri si possono correggere prima di tutto misurandoli, e il metro è proprio il FW.

I descrittori sono perfetti e rassicuranti perché fotografano una situazione ideale, ma non possono entrare nella realtà specifica e quindi devono essere interpretati. Per domande concrete tipo “quante ore sono necessarie per passare da un livello all’altro?” o “nell’A1 ci va o no il passato prossimo?” ognuno farà l’esegeta a casa propria. E, baideuei, a casa mia la risposta alla seconda domanda è: no.

Bisogna quindi stare attenti a non pretendere troppo dal FW, il quale però corre anche il pericolo opposto di essere svuotato di significato, ironicamente proprio perché è ormai uno standard irrinunciabile. Immaginiamo una scuola di lingue con dei programmi avviati e collaudati, basati su materiali didattici di cui professori e studenti sono soddisfatti. Arriva il FW, e bisognerebbe adattare i programmi, spostare qualcosa più avanti, anticipare qualcos’altro eccetera. Ma perché cambiare se le cose funzionano così come sono? La soluzione è lasciare tutto come sta e chiamare i corsi A1, A2 eccetera, tanto non esiste un’autorità che certifichi il certificatore.

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Framework to the peopleL’utilizzo del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue è ormai arrivato ad un punto di non ritorno, e anche il peggior libro di corso mette il marchio Framework in copertina.

Il testo originale in inglese è stato tradotto in tutte le lingue nazionali europee, ed alcune regionali. A questa pagina c’è l’elenco completo. Notate qualcosa di strano? Esatto: non solo siamo gli unici in Europa a non partecipare all’Eurovision Song Contest (gli unici!), ma anche gli unici tra le nazioni UE (assieme ai finlandesi per la verità) a non avere una traduzione del Framework in italiano disponibile liberamente online. Se lo volete dovete comprarvi il libro.

Per questo motivo, in un atto di ribellione estremo metto a disposizione la traduzione in italiano dei descrittori dei livelli. E’ una versione battuta a mano (non ne sono io l’autore), che anche se rivista e corretta avrà sicuramente degli errori.

Quindi veloci, prendetene e scaricatene tutti: quadro-di-riferimento.doc.

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