Non so se voi siete tra quelli che scrivono direttamente la scaletta della lezione bella e ordinata e archiviata in un quaderno, così che in un livello già avuto prima saprete esattamente cosa avete fatto alla prima, alla seconda, alla decima lezione.
Io no. Il mio quaderno è un cumulo di scalette di lezioni riscritte tre o quattro volte, appunti, idee, preparazioni di ricostruzioni che non farò (vedi proposito n. 3), liste provvisorie della spesa, programmi per la palestra, eccetera. In questo casino, è un problema recuperare attività fatte in passato, o anche semplicemente capire qual è la lista definitiva.
Ma per fortuna, dopo qualche anno di insegnamento a tempo pieno, signori e signori, ho scoperto l’uso dell’agenda, dove scrivere la versione finale della lezione. In questo cerco di essere rigido: in quanto versione definitiva, non sono permesse riscritture o cambi, se non durante la lezione stessa. E’ un po’ come un giornale che viene chiuso per andare in stampa.
Quaderno e agenda sono strumenti complementari e opposti. Il primo è il luogo del disordine e della ridondanza, la seconda dell’ordine e del minimalismo.
Qui sotto rendo pubblico per la prima volta un esempio di tutti e due.

1 comment
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22 Marzo 2008 a 8:57 pm
ladylink
che l’agenda sia più chiara…è un dato puttosto soggettivo…

come dire… hai la grafia da dottore