Un giorno in Italia 2 è un seguito obbligato, visto il successo del primo.
Alcuni difettucci sono spariti, tipo lo schema grammaticale e sotto, nella stessa pagina, l’esercizio corrispondente. La grafica, che anche nel primo non era male, è stata migliorata, e ci sono più esercizi.
Per il resto lo schema è sempre quello: testo iniziale, domandine di comprensione, esercizi sul lessico. Per la parte grammaticale, benedetto sempre sia il metodo induttivo che ci libera dai problemi: come nel primo libro, quando si tratta di introdurre un nuovo argomento arriva la formula magica: “rileggi il testo e sottolinea…” Seguono tabella ed esercizi. Insomma, i difetti più evidenti del primo sono stati corretti, con l’effetto di rendere tutto molto più nitido e far emergere la vera essenza del libro: monotonia e ripetitività.
Si nota poi che le autrici sanno scrivere, e ne hanno una voglia matta. Dato che il libro è per livelli intermedio-avanzati, hanno potuto far abbandonare a Piero il lavoro di controllore per quello di giornalista e scrittore. I testi a inizio unità sono così diventati più complessi e lunghi, troppo lunghi per poter essere proposti in classe. Ecco quindi una proposta per gli editori: visto che Piero è più che altro un peso per il libro (e un po’ ha anche rotto le palle), e visto che nel libro ci sono molti testi autentici che permettono di abbandonarlo al suo destino, perché non farne una lettura graduata?

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