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Seconda parte: da un gran pasticcio a una gran porcata

Prima parte

braghe-calate-croppato.jpgIl problema viene fuori quando gli insegnanti nuovi sono già arrivati ma non hanno ancora firmato il contratto. La direzione, peraltro fino a quel momento incolpevole, sarebbe ancora in tempo per una ritirata semi-dignitosa: seguendo la graduatoria potrebbe tenere i professori necessari e mandare via quelli in esubero (qualcuno finalmente a suo agio con le tabelline ne ha calcolati quattro), con tante scuse e qualche risarcimento danni.

Però no. Dopo aver temporeggiato qualche giorno, l’Istituto fa firmare il contratto a tutti, avviando allo stesso tempo consultazioni riservate con i propri avvocati per sapere come mandar via gli insegnanti che avanzano senza infrangere la legge. La chiave di tutto diventano i tre mesi di prova, durante i quali il datore di lavoro può licenziare senza giusta causa.

Per decidere chi tra di loro, dopo aver lasciato il lavoro precedente e firmato un contratto d’affitto per un anno, dovrà essere privato del lavoro all’improvviso, vengono mandati alcuni insegnanti in classe per fare osservazione. Anche se ufficialmente ciò rientra nella normale e salutare osservazione tra pari, il vero scopo è un segreto di Pulcinella noto a molti, anche se non a tutti. Logico che nessuno degli osservatori se la senta di esprimere giudizi negativi, anche perché risulta effettivamente che tutti rientrano nella media.

I coordinatori sono costretti a comunicare i risultati dell’osservazione al direttore, ma allo stesso tempo fanno protocollare una lettera in cui specificano che la loro valutazione non contiene giudizi negativi ma solo diversi gradi di positivo. Successivamente, il direttore chiamerà uno dei coordinatori (ma secondo un’altra versione scriverà un pizzino) e gli ‘’suggerirà” ”amichevolmente” di far sparire quella lettera, ”perché, vedi, io posso decidere di farti lavorare qui anche l’anno prossimo.” A quanto risulta quella lettera non è stata ritirata.

Il P-Day (Porcata-Day) è fissato per un pomeriggio di inizio dicembre, pochi giorni prima dello scadere dei tre mesi di prova.

(se questa fosse una rappresentazione teatrale, in questo momento potremmo scorgere l’addetto culturale zitto e buono dietro una tenda. Il casino l’ha combinato lui, ma di assumersene la responsabilità nemmeno parlarne. Che nessuno sappia niente, altrimenti qualcuno a Roma potrebbe sculacciarlo)

Il direttore convoca nel suo ufficio gli insegnanti e consegna la lettera di licenziamento. Dice che non sono adatti allo standard richiesto dall’Istituto, ma mente sapendo di mentire. Gli insegnanti vogliono sapere dove hanno sbagliato. Lui, come probabilmente gli hanno suggerito gli avvocati, replica che non è tenuto a dare nessuna spiegazione. Tra di loro qualcuno piange, altri fanno il muso duro.

Terza parte
Quarta parte

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