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Quarta e ultima parte: le braghe calate
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
E’ una fredda mattina di gennaio. Il direttore entra in banca e si mette in fila.
Qui si esagera, pensa.
Solo una persona davanti a lui.
Passi chiedere un colloquio con l’ambasciatore, tanto quello manda l’addetto culturale…
Arriva il suo turno, porge il passaporto alla cassiera e chiede di fare un prelievo.
…però il volantinaggio no, qui si esagera.
Cinque minuti dopo esce con 40 biglietti da 100 euro in una busta, prelevati dal suo conto personale. 4000 euro che il giorno dopo andranno nelle mani del rappresentante sindacale, che a sua volta dividerà equamente tra i quattro licenziati per rimborsarli del mese di lavoro perso.
Cos’è successo? È successo che la situazione si è fatta gradualmente insostenibile. I licenziati hanno chiesto di parlare con l’ambasciatore, ottenendo però solo un colloquio con un addetto culturale. Poi c’è stata una raccolta di firme di 208 studenti, una lettera di uno di questi pubblicata da un quotidiano cittadino online, dove si dice “il direttore ci ha ingannato e macchia il prestigio dell’Istituto”. Ma la goccia è stata quando questo stesso studente, superagguerrito, ha aspettato il direttore fuori da una cena ufficiale con l’ambasciatore, distribuendo volantini.
È stato allora che la mano del direttore ha cominciato a scendere verso il bottone dei pantaloni, per slacciarli e lasciare che calassero senza resistenza. Ecco la soluzione: un contratto di otto mesi per un progetto didattico online.
Riassumendo: dopo essere stati allontanati ingiustamente da un’esperienza di insegnamento per la quale erano perfettamente preparati, questi quattro insegnanti vengono riassunti per un progetto per il quale non sono sufficientemente preparati, perché avrebbe richiesto almeno un paio d’anni di esperienza di insegnamento.
È la conclusione degna di questo pasticcio all’italiana. Gli insegnanti accettano di buon grado l’incarico, dimenticando le questioni di principio (per carità, nessun giudizio, io al loro posto avrei fatto lo stesso), il direttore, il cui arrivo è ormai preceduto da un tin-tin-tin-tin-tin (è il suono della fibbia della cintura slacciata che sbatte al suolo), è soddisfatto: la calma è ritornata, ed un grande progetto didattico sta per iniziare. Dice che arriveranno fondi dal ministero per finanziarlo, ma a distanza di un anno non è arrivato nulla, e il progetto si avvia verso un binario morto.
The End
- Cerca di dare ritmo alla lezione. Appena un’attività è conclusa, se non ci sono domande passa alla seguente senza esitazione
- Anche se è noioso, anche se richiede tempo, anche se l’hai fatto mille volte, rivedi sempre i passaggi di un’attività che porterai in classe. Anche l’esercizio di grammatica più stupido può riservare sorprese, quindi prima svolgilo tu
- Cerca di migliorare le attività che hai già fatto, e non preoccuparti se un’attività che hai proposto per la prima volta non funziona come volevi. Rientrerà nel primo gruppo
- Fai tuo lo spazio della classe. Disponi le sedie in circolo, metti gli studenti vicini, sposta tutto ciò che ti disturba. Lascia tutto come l’hai trovato
- Se hai studenti ritardatari, non aspettare che arrivino per iniziare la lezione, non è corretto verso chi è puntuale. Occupa il tempo correggendo gli esercizi per casa, o con un gioco o un’altra attività utile da poter interrompere in qualsiasi momento
- Quando giri tra gli studenti e uno ti fa una domanda, se puoi accosciati per ascoltarlo e rispondergli
- Due studenti che confrontano un testo scritto dovrebbero stare seduti affiancati. In un esercizio orale dovrebbero trovarsi uno di fronte all’altro
- Cambia le coppie di studenti, ma non farli girare come trottole per due ore
- Se dove insegni non guardano a che ora entri o esci di classe (per esempio all’università), non fare furbate: pur con tutte le pause e i tempi tecnici di trasferimento da un’aula all’altra, due ore di lezione sono due ore, e quattro sono quattro
- Per le insegnanti donne: se il DVD che dovete usare in classe non funziona, e voi “non ci capite niente”, assicuratevi almeno che il lettore sia connesso al televisore, e che il telecomando abbia le batterie, prima di chiedere aiuto al collega maschio “che se ne intende.” Per gli insegnanti uomini: se una collega vi chiede di controllare il DVD perché non funziona e lei “non ci capisce niente” mentre voi “ve ne intendete”, pretendete che controlli almeno che il lettore sia collegato al televisore, e il telecomando abbia le batterie, prima di alzare il culo dalla sedia

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