Capire l’Italia e l’italiano compare nel catalogo 2007 della Guerra, segno che si vende ancora. Eppure è un testo inutilizzabile.

Inutilizzabile come libro di corso perché non è altro che una serie di testi con esercizi strutturali, buoni al massimo per 20 minuti di lezione. Se un’insegnante di italiano a stranieri deve preparare la parte che rimane, non si tratta più di integrazione ma di una lezione intera.

Inutilizzabile come testo di lettura integrativo sull’Italia perché sì, i testi sono autentici e sì, gli argomenti interessanti, ma sono più scaduti di un cartone di latte aperto da un mese: Moretti ha appena fatto uscire Caro diario, Berlusconi è appena sceso in politica, e la Lega è secessionista.

Ogni testo è pieno di parole ed espressioni in grassetto ed in corsivo, che rimandano a due tipi di note: uno a pie’ pagina, l’altro a lato. Non si capisce a quale principio della didattica delle lingue sia ispirata questa scelta, ma i risultati sono due. Primo: fastidio agli occhi durante la lettura; secondo: lo studente non deve fare nemmeno il minimo sforzo per chiedersi cosa significhino le parole.

Buono per il museo della glottodidattica.

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